L’altra notte ho fatto uno strano sogno. Era come se dovessi esibirmi a un concerto, avevo un vestito di cotone leggero, color avorio e, ad un certo punto, il vestito si bagnava e si attaccava alla pelle, mentre io vedevo la mia corporatura da dietro e una figura piccola, completamente oscurata e strisciante ai miei piedi che cercava di togliermelo di dosso (io, nel sogno, identificavo la piccola figura come mia madre).

Mentre il vestito scivolava via io mi rendevo conto che era di carta velina, una carta finissima che, bagnata, si attaccava al corpo ma che comunque scopriva le mie nudità.

Johann Heinrich Füssli – wartburg.eduimage, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1170857

Ora senza disturbare il caro dottor Freud e il suo sempre più attuale libro su “L’interpretazione dei sogni” ma attingendo dai miei innumerevoli Laboratori sull’argomento, al risveglio ho focalizzato che il sogno aveva anche qualcosa a che fare con l’immane tragedia di Capodanno di Crans-Montana.

Badate bene, non voglio parlare di questo dolore immenso. Sono stati consumati fiumi d’inchiostro da gente molto più competente di me (almeno i più) e non voglio banalizzare l’incidente che resta gravissimo; vorrei soffermarmi invece su come chi, come me, avendolo vissuto solo di riflesso potrebbe averlo “recepito”.

La pelle

Il mio vestito che diviene carta velina e che staccandosi mi lascia a nudo mi fa fare un’assonanza con la pelle che in caso di bruciature si appiccica ai vestiti e viene via come se fosse carta velina: sta a indicarmi quanto la nostra pelle sia preziosa e quanto spesso ce lo dimentichiamo facendo su di lei parecchi errori.

La pelle è l’involucro che ci avvolge e protegge con i suoi annessi e connessi e che costituisce lo stato protettivo, ci difende dal freddo, dal caldo e soprattutto dagli ALTRI.

“La pelle, così superficiale, è il più psichico dei nostri organi. E’ involucro e confine, luogo del con-tatto. Il modo in cui siamo stati sfiorati – carezze frettolose, intrusive, affettuose, calmanti – ci accompagna per tutta la vita” (Vittorio Lingiardi – “Corpo, Umano” ed. Einaudi 2024).

Proviamo quindi a soffermarci sul perché non vogliamo essere toccati o, al contrario lo bramiamo, andiamo alla ricerca del contatto fisico.

E mentre io, elaborando il mio sogno, mi sono chiesta perché mia madre tentava di strapparmi le vesti che diventavano automaticamente di carta velina. Mi sono risposta che forse non considero importante questo mio nuovo progetto, anche perché mi espone troppo, mi mette a nudo, così lo considero “inutile” come una carta velina leggera e bagnata e lascio che me lo strappino via.

E VOI chiedetevi se proteggete i vostri progetti o consentite agli altri di strapparveli via? 

Film associato: “Crash – Contatto fisico”, Paul Haggis, 2004

“E’ il contatto fisico. In una città vera si comunica, si sfiorano altri passanti, si sbatte contro la gente, qui a Los Angeles non c’è contatto fisico con nessuno, stiamo sempre dietro metallo e vetro e ci affanniamo a cercare le risposte”.


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10 risposte

  1. Come sempre, hai elaborato un tuo pensiero molto chiaramente senza disturbare il sig. Freud.
    Mi è piaciuto molto il rapporto molto intimo della pelle e del contatto, e della carta velina come seconda pelle alla quale dare una valenza più specifica,
    direi più profonda e significativa
    Brava Annarita!!👏👏👏

  2. Brava Annarita. La tua conoscenza della mente umana ha fatto si che non avessi necessità di richiamare alla memoria le considerazioni di Freud.
    La pelle è la nostra protezione e la nostra debolezza e te lo dico io che da anni sto lottando con le mie criticità che tu ben conosci ma è anche il nostro piacere ed il nostro apparire nel mondo. Insomma un grande organo fonte di gioia e di dolore. Non sottovalutiamolo mai. Sei sempre molto profonda.

  3. Grazie Matilde per aver condiviso qui il tuo “problema di pelle” che purtroppo ben conosco. Dobbiamo continuare a proteggere la nostra pelle perché essa protegge noi anche se il più delle volte lo diamo per scontato. Chissà che questa mia piccola riflessione a voce alta – senza disturbare il dr. Freud – non serva ulteriormente ❤️

  4. Sogno e interpretazione particolarmente intensi…grazie!
    Si, fa riflettere e interrogare se e chi prova a “sfilare” i nostri sogni e progetti….
    Ma possiamo pure riflettere se quel restare a nudo non sia una nostra stessa scelta, quella di lasciare andare un involucro che dopo tutto non era neanche più così protettivo.

    E’ un passaggio di stato, un muta che mette in luce la nostra essenza…❤️

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